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PAOLO PANIZZA


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Regie > 1995 - 2005 > LA CENERENTOLA Treviso

CENERENTOLA al Teatro Eden di Treviso (Coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia)

Il valido regista Marco Gandini - amico che stimo e saluto - rinunciò per motivi personali a una regia nel Teatro Eden di Treviso. Venuto a conoscenza di ciò per mezzo dell'amico e bravissimo cantante Bruno De Simone, mi presentai al suo posto e feci questa Cenerentola, coprodotta da La Fenice di Venezia. Doveva dirigerla un direttore che stimo: Massimiliano Stefanelli. Purtroppo non poté portarla a termine e subentrò dal secondo assieme l'abile professionista che è il Maestro Andretta. I cantanti erano i giovani vincitori del concorso Toti Dal Monte e tra loro ricordo i bravissimi Andrea Patucelli, Aldo Caputo, Cristina Baggio, Paola Gardina e Mario Cassi. Lo strepitoso Andrea Porta era Don Magnifico, ma non proveniva dal concorso. Trovai bellissimi i costumi di Carla Galleri e Giorgio Bagnoli confezionati dall'Atelier Nicolao, nonché le scene di Cristiano Bacchi e le luci di Valerio Alfieri. Anche qui fui orgoglioso del lavoro, sostenuto dal sapiente Presidente Gagliardi e dall'efficiente segretario artistico Federico Puppo e dal Maestro Gandini, Direttore Artistico. L'opera andò in scena come volevo e fui - ripeto - orgoglioso del risultato, prendendomene tutta la responsabilità. Venni anche per la prima volta a contatto con la critica... Mentre tutte le altre recensioni trovarono l'operazione consona allo sforzo produttivo e ne parlarono benissimo, un critico del mensile l'Opera, il signor Mori, fu invece molto duro e di avviso completamente diverso. Non nascondo che ci restai male, anche per il tono perentorio e un po' professorale. Mi dispiacque che avesse scambiato delle citazioni filologiche da alcuni films di genere horror per la Famiglia Addams, ma mi resi conto di essermi mosso in un campo a lui sconosciuto. Lo humor non lo si può certo spiegare o magari non sono stato capace di farlo arrivare, ma la goduria del pubblico in sala sia a Treviso che nelle successive trasferte mi ha grandemente ripagato di questa delusione. Voglio ricordare poi la collaborazione dello strepitoso Coro della Fenice e lo sforzo dei tecnici di Venezia e di Treviso per rendere al meglio uno spettacolo non facile e, forse, nuovo. Fu per me la prima regia in cui ebbi il controllo del prodotto finito nella sua interezza, cioè, oltre che della regia, anche delle scene, dei costumi e delle luci. Forse la prima regia vera e propria.


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